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Intervista a Giorgio Morea | Roccart Gallery

  • Immagine del redattore: Fabio Rocca
    Fabio Rocca
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Tra colore, essenzialità e figure sospese: Giorgio Morea racconta una pittura che nasce dall'emozione e dalla continua ricerca dell'essenziale.


Giorgio Morea accanto a una sua opera presso la Roccart Gallery

La ricerca di Giorgio Morea è il risultato di un lungo percorso di sperimentazione che, nel tempo, lo ha condotto verso un linguaggio sempre più essenziale. Nelle sue opere il colore diventa protagonista, le forme si semplificano e i volti femminili assumono una dimensione sospesa, silenziosa, quasi senza tempo. Dietro l'apparente semplicità delle composizioni si nasconde una riflessione sulla memoria, sull'identità e sulla capacità dell'arte di fermare un istante.

Entrato a far parte degli artisti della Roccart Gallery, Giorgio Morea sviluppa una pittura personale che nasce dall'osservazione della realtà ma si trasforma attraverso il colore, la sintesi e l'immaginazione. Ogni opera rappresenta un frammento del suo percorso umano, un "blocco di tempo", come lui stesso ama definirlo, nel quale esperienze, emozioni e ricerca artistica si fondono in un linguaggio essenziale e riconoscibile.

In questa intervista l'artista racconta il proprio percorso, l'evoluzione della sua pittura, il rapporto con il colore e il significato delle figure femminili che popolano le sue opere, condividendo una visione dell'arte come luogo di continua scoperta.


Giorgio Morea accanto a una sua opera presso la Roccart Gallery

INTERVISTA A GIORGIO MOREA:


Quando hai capito che l'arte sarebbe diventata una parte fondamentale della tua vita e cosa ti ha spinto a scegliere proprio la pittura come linguaggio espressivo?

Posso allontanarmi da molte cose, ma non dall'arte. L'arte sa sempre dove trovarmi e quando riprendermi.

Fin da bambino sono stato affascinato dalle immagini: i disegni, le opere che trovavo nei libri di scuola, le fotografie. Per me erano come mappe, capaci di mostrare mondi silenziosi ai quali cercavo di dare un significato.

Con il tempo ho iniziato a disegnare e, in modo del tutto naturale, ho intrapreso un percorso artistico fatto di continue sperimentazioni e scoperte. La pittura, in particolare, mi ha sempre trasmesso la sensazione di poter fermare il tempo.


Nel corso degli anni la tua ricerca artistica si è evoluta fino ad arrivare al linguaggio essenziale che caratterizza le tue opere più recenti. Come descriveresti questo percorso?

Tutto cambia e tutto si evolve. Le mie opere sono blocchi di tempo che raccontano i diversi periodi della mia vita.

Nel corso degli anni ho sperimentato linguaggi espressivi e tematiche differenti. Le opere più recenti parlano del colore, della forza della semplicità, della sostanza e dell'essenza. Ho cercato di mostrare la parte più viva del mio modo di intendere l'arte.


Le tue opere sono costruite con colori netti, forme geometriche e pochi elementi. Come sei arrivato a questo linguaggio così personale?

È stato un percorso diviso in tre fasi.

Prima il "Periodo dei Fiori", che mi ha permesso di conoscere il colore; poi quello delle "Farfalle", attraverso il quale ho studiato le sovrapposizioni cromatiche; infine le "Donne", dedicate agli accostamenti dei colori.

Nelle opere più recenti i colori sono netti, le forme ferme e statiche. Le donne che dipingo sembrano statue immobili, mentre la loro mente continua a essere in movimento.


Nei tuoi dipinti convivono semplicità formale e una forte intensità espressiva. Quanto è importante trovare un equilibrio tra estetica e significato?

Se qualcosa ha davvero un significato, trovi sempre il modo di raccontarlo con tutti gli strumenti che possiedi.

Estetica e significato sono le due facce della stessa medaglia: insieme permettono all'opera di prendere forma nel modo più completo.


Osservando i tuoi lavori, alcuni richiami alla Pop Art sembrano emergere spontaneamente. Ci sono movimenti artistici che hanno influenzato la tua ricerca?

No, questi quadri nascono da una visione completamente personale.

La prima opera realizzata con questo linguaggio è stata L'Attesa, un dipinto che nella mia mente esisteva ancora prima di essere realizzato.

Naturalmente ho sempre ammirato la libertà dei grandi artisti. Senza saperlo, mi hanno aiutato a trovare la mia.


Giorgio Morea accanto a una sua opera presso la Roccart Gallery

Come nasce concretamente una tua opera?

Tutto parte da qualcosa che cattura la mia attenzione, che mi emoziona o mi fa riflettere.

Da quel primo stimolo inizio a elaborare e trasformare ciò che vedo e sento, che sia una persona, un paesaggio o un'emozione. Solo successivamente immagino i colori.


Le espressioni dei tuoi personaggi sembrano sospese, quasi enigmatiche. Cosa rappresentano?

Le opere di questo periodo raffigurano principalmente volti di donne, con tutte le loro sfaccettature.

Mi piace definirle donne concentrate, come se fossero impegnate in una missione da portare a termine, qualcosa di apparentemente incomprensibile ma profondamente necessario.


Viviamo in un'epoca dominata dalle immagini. Quale ruolo può avere oggi la pittura?

Credo che la pittura abbia un ruolo fondamentale, soprattutto in tempi così veloci e mutevoli.

Può ancora offrire occasioni di riflessione, sensibilizzare e metterci davanti a uno specchio diverso, invitandoci a osservare noi stessi con maggiore consapevolezza.


Quanto hanno inciso la tua storia personale e le esperienze vissute nella tua ricerca artistica?

La maggior parte delle mie opere è profondamente legata alla mia vita.

Non esiste un episodio preciso che abbia cambiato tutto. Esiste piuttosto il desiderio di riuscire a raccontare, attraverso ciò che faccio, quello che provo e ciò a cui attribuisco valore.


Guardando al futuro, quali direzioni vorresti esplorare?

Continuerò a sperimentare nuove strade.

Ho ancora molti progetti, idee, sogni e curiosità che aspettano soltanto di prendere forma.


 
 
 

Roccart Gallery di Rocca Fabio P.I. 02269830515       I       via san gallo 89R, 50129, Firenze, IT

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