Dimitri Lomartire fotografo Firenze - Lo sguardo che resta
- Fabio Rocca

- 8 apr
- Tempo di lettura: 1 min

Ci sono fotografi che cercano l’immagine. E poi ci sono fotografi che aspettano che qualcosa accada.
Dimitri Lomartire appartiene a questa seconda categoria.
Il suo lavoro non nasce dalla costruzione, ma da un’attenzione continua. Uno sguardo che sta dentro le cose, senza forzarle, senza modificarle.

Dimitri Lomartire fotografa Firenze e nelle sue fotografie, realizzate tra gli anni ’80 e ’90, non raccontano eventi straordinari. Si fermano su quello che succede ogni giorno, su ciò che di solito passa inosservato: una pausa, una distanza, un incontro casuale, un dettaglio.
Un ragazzo che scende delle scale, una coppia affacciata a una finestra, un uomo seduto che scrive, un gesto tra amici. Situazioni semplici, quasi invisibili, ma che rimangono.

In queste immagini, Firenze non è protagonista, resta sullo sfondo, mentre tutto si concentra sulle persone, sui corpi, sulle relazioni.
Lomartire non cerca di spiegare quello che fotografa.
Non costruisce significati, li lascia emergere.

Le sue immagini non si esauriscono subito, ti restano addosso, anche dopo.
Guardandole, a volte sembra che non stia succedendo nulla e invece è proprio lì che succede tutto.
È in questa capacità di stare nelle cose, senza enfatizzarle, che il suo sguardo si riconosce. Ed è per questo che il suo lavoro resta.

Solo occhi a Firenze, Dimitri Lomartire fotografo Firenze
La mostra in corso alla Roccart Gallery restituisce questo modo di vedere attraverso una selezione di immagini che attraversano la città e il tempo.
Non una narrazione lineare, ma una serie di momenti.
Un invito a fermarsi, guardare meglio, e magari riconoscere qualcosa.





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