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Giuseppe Bevilacqua — Immagini in trasformazione

  • Immagine del redattore: Fabio Rocca
    Fabio Rocca
  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 1 min

All’interno della mostra Visioni dall’Oltre, il lavoro di Giuseppe Bevilacqua si muove in uno spazio sospeso, dove l’immagine non è mai qualcosa di definitivo, ma un punto di partenza.


Opera di Giuseppe Bevilacqua, artista contemporaneo, dalla mostra Visioni dall’Oltre
IDENTITA' INFRANTA

Le sue opere nascono da una costruzione iniziale precisa, ma è solo nel passaggio sulla tela che iniziano davvero a cambiare. La superficie viene riaperta, attraversata dal gesto, modificata, come se l’immagine avesse bisogno di perdere stabilità per trovare una forma più autentica. Quello che all’inizio appare controllato si trasforma lentamente in qualcosa di più instabile, vivo.


Si crea così una tensione continua tra ordine e trasformazione. Alcune parti restano ferme, quasi nitide, mentre altre sembrano dissolversi o spostarsi, come se l’immagine fosse sempre sul punto di diventare qualcos’altro. Non c’è mai una definizione definitiva, ma una condizione intermedia, aperta.


Opera di Giuseppe Bevilacqua, artista contemporaneo, dalla mostra Visioni dall’Oltre
SOTTO IL VELO DELL'INCANTO

Anche sul piano visivo, il lavoro di Bevilacqua costruisce ambienti che non appartengono completamente alla realtà. Elementi riconoscibili emergono e si mescolano a visioni più libere, creando spazi che sembrano esistere tra memoria e immaginazione. È proprio questa ambiguità a rendere le opere coinvolgenti: non raccontano qualcosa in modo diretto, ma invitano a restare dentro l’immagine.


Nel contesto di Visioni dall’Oltre, il suo lavoro si inserisce come una riflessione sul modo in cui le immagini prendono forma oggi, ma senza mai diventare freddo o distaccato. Al contrario, mantiene sempre una componente sensibile, quasi fisica, che riporta tutto a un’esperienza concreta.


Opera di Giuseppe Bevilacqua, artista contemporaneo, dalla mostra Visioni dall’Oltre
EQUILIBRIO DEL PARADOSSO

Più che immagini da osservare, i suoi lavori diventano superfici da attraversare lentamente, lasciando che lo sguardo si perda tra ciò che è definito e ciò che continua a trasformarsi.



 
 
 

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