top of page

Intervista a Nilo Ciari | Roccart Gallery

  • Immagine del redattore: Fabio Rocca
    Fabio Rocca
  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Simboli, visioni e immaginazione tra coscienza e pittura


quadro di Nilo Ciari

In occasione della mostra Visioni dall’Oltre, abbiamo rivolto alcune domande a Nilo Ciari per approfondire il suo rapporto con la pittura, l’immaginazione e i temi che attraversano la sua ricerca artistica.

Nelle sue opere convivono simboli, intuizioni interiori e riferimenti legati alla coscienza, alla fisica e all’invisibile, in un linguaggio pittorico che trasforma visioni personali in immagini dal forte impatto evocativo.


Intervista a Nilo Ciari


Da dove nascono i temi che affronti nelle tue opere?

Questi temi nascono assimilando notizie attraverso i media, oppure ascoltando tutti quelli con cui entro in contatto, prendendo poi spunti su ogni genere di argomenti trattati che colpiscono in modo particolare il mio interesse.


Prima della pittura hai avuto un percorso molto diverso. Quanto ha influenzato il tuo modo di vedere l’arte?

Per molti anni ho fatto l’impresario edile e, al contrario di molti colleghi professionali, io amante del fare ho imparato ed esercitato molti mestieri della categoria, tra cui il muratore, il carpentiere, il pavimentista. Adesso però, data l’età, il mio fare è dedicato alla pittura e anche alla scrittura, entrambi con convinzione e passione.


Che rapporto hai con il colore?

Da ragazzo il colore mi ha sempre incantato influenzando alcune mie idee. Infatti proprio dal colore, in maggioranza quelli caldi, nascevano le mie ispirazioni e questa mia particolarità non è andata del tutto perduta.


Nelle tue opere compaiono spesso simboli e riferimenti nascosti. Quanto sono importanti per te?

Non tutte le mie opere contengono simboli rappresentativi. Se in alcune ci sono è perché fanno parte intrinseca dell’opera, diventando importanti per il tema che di volta in volta viene espresso.


Fisica, astronomia, coscienza: da dove nasce questo interesse?

Ho sempre avuto una passione per la fisica e l’astronomia. Se la mia vita avesse preso una strada diversa forse avrei proseguito gli studi proprio su questi campi. Adesso, se nei miei dipinti appaiono questi argomenti, non è detto che diventino temi di primaria importanza. Ho dipinto, per esempio, immagini sul tema dell’intelligenza artificiale e poi mi sono dedicato ad altro, come succederà anche adesso che sto lavorando su temi nuovi e forse diversi.


opera di Nilo CIari - Visioni dall'oltre

Mi hai raccontato che spesso le tue immaginazioni diventano quasi visioni, come immagini vive davanti alla mente. Cosa intendi esattamente?

Quello di vedere immagini vive, quasi reali, me lo tengo per me: diciamo che è un segreto… o un potere? O un dono? Chi lo può dire. Quando scrissi il romanzo, poi diviso in tre volumi, più che scritto l’ho vissuto nelle azioni, nei luoghi, nelle scene, nelle conversazioni con i personaggi. Tutto in una realtà alternativa. Non me lo spiego ancora, ma posso affermare che questa storia mi è arrivata prima in un sogno che per giorni è continuato sia di giorno che di notte.


Cosa cerchi di lasciare a chi osserva le tue opere?

È uno dei miei scopi quello di rappresentare ciò che generalmente non si vede. Con le opere cerco di creare quello stimolo per spingere l’osservatore a lavorare di fantasia e non solo ad emozionarsi con le tonalità dei colori, ma anche e soprattutto a scoprire i valori e le tematiche che quelle immagini o simboli esercitano sulla realtà che ci circonda.


Quando inizi un’opera hai già tutto chiaro nella mente oppure il lavoro cambia durante il processo?

Inizio un’opera solo quando ho in mente un’idea, un’impronta, un tema. A volte vado diretto alla fine, altre volte invece il tema lo esige e mi impone particolari o simboli da evidenziare. Allora procedo ad una trasformazione che però non modifica ciò che era l’idea originale, anzi la valorizza.


quadro di Nilo Ciari artista contemporaneo

Che rapporto hai con il lavoro degli altri artisti?

Di opere se ne vedono tante attraverso i social. Quindi, come nelle mostre e come in questa mostra, mi limito ad osservare il lavoro dei colleghi. A volte mi sorprendo della capacità tecnica altrui come di quella creativa, a volte prendo spunti e a volte no. Però è tutta arte e per me l’arte non ha bisogno di artisti che giudichino fino a sentirsi dei rivali.


Dove ti vedi con la tua arte tra dieci anni?

Questa è la domanda delle domande. Se viene fatta ad un artista giovane emergente che continua su questo sentiero difficile, la risposta è ovvia. Fatta al sottoscritto la risposta è un’incognita. Sai quando ho cominciato. Quindi quanto lavoro mi rimarrà da fare? Chi lo sa. Comunque continuo a dipingere perché è una passione invulnerabile che mi fa innamorare delle mie opere. Se la vita continuerà ad essermi benigna vorrei tanto che le mie opere, assieme a quelle future, mi facciano diventare un artista storicizzato.



 
 
 

Commenti


Roccart Gallery di Rocca Fabio P.I. 02269830515       I       via san gallo 89R, 50129, Firenze, IT

bottom of page