Libera Monica Tiazzoldi e il simbolismo contemporaneo
- Fabio Rocca

- 28 apr
- Tempo di lettura: 1 min

All’interno della mostra Visioni dall’Oltre, il lavoro di Libera Monica Tiazzoldi si costruisce per accumulo. Le immagini non nascono da una struttura lineare, ma da una crescita progressiva, fatta di segni, simboli e figure che si addensano sulla superficie.
Non c’è un centro stabile, né un punto da cui partire.Lo sguardo entra nell’opera e si muove senza una direzione precisa, seguendo traiettorie che cambiano continuamente.

Volti, corpi, occhi ed elementi naturali si intrecciano fino a diventare un unico organismo visivo. Le immagini non sono mai isolate, ma si fondono tra loro, creando una continuità quasi fluida, in cui ogni parte sembra generare la successiva.
Il segno è l’elemento che tiene insieme tutto.Ripetuto, insistito, a tratti quasi ossessivo, costruisce lentamente la superficie fino a saturarla. Non lascia vuoti, non concede pause: l’immagine cresce fino a occupare completamente lo spazio.
Guardare questi lavori richiede tempo.Non si colgono in un solo sguardo, ma si rivelano per frammenti. Ci si avvicina, si seguono i dettagli, si torna indietro. Più che essere osservate, queste opere vanno percorse.
In questo senso, il lavoro di Tiazzoldi non descrive, ma attiva.Non propone un’immagine da interpretare, ma un campo visivo da attraversare, in cui ogni elemento contribuisce a costruire un’esperienza più che un significato univoco.

L'arte contemporanea di Monica Libera Tiazzoldi all’interno di Visioni dall’Oltre, la sua presenza è tra le più immersive. Il suo lavoro si avvicina all’invisibile non cercando di rappresentarlo, ma costruendo uno spazio in cui può affiorare.




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