Yuri Biagini – Mappe Invisibili: un viaggio attraverso territori che non esistono

Aggiornamento: 1 giorno fa
Segni per orientarsi nell’invisibile

Ci sono mappe che servono a trovare una strada e altre che, al contrario, sembrano costruite proprio per farci perdere.
È da questa contraddizione che prende forma “Mappe Invisibili”, la mostra personale di Yuri Biagini alla Roccart Gallery di Firenze: un percorso nel quale la mappa non rappresenta un territorio reale, ma diventa il tentativo di dare forma a qualcosa di molto più difficile da cartografare: l'interiorità.

Yuri Biagini non parte necessariamente da un'immagine già definita. La pittura nasce attraverso il gesto, il colore, la materia. Le forme emergono progressivamente e spesso è l'opera stessa, una volta conclusa, a suggerire all'artista ciò che contiene.
La tela diventa così un territorio da esplorare.
Ed è proprio questa idea a costruire il percorso di Mappe Invisibili. Le sei serie non raccontano sei storie separate, ma accompagnano lo sguardo attraverso una trasformazione continua: dal primo tentativo di trovare coordinate e punti di riferimento, al labirinto, dalla dissoluzione delle strutture all'esigenza di orientare la mente, fino all'incontro con il caos.
Ordine e disordine, geometria e materia, controllo e imprevedibilità non sono mai veramente opposti. Convivono. Si cercano. Si trasformano l'uno nell'altro.

La mostra diventa così una riflessione sulla nostra stessa necessità di costruire mappe per comprendere ciò che ci circonda.
Perché una mappa non è il territorio.
È soltanto il modo in cui scegliamo di rappresentarlo.
E forse anche la pittura di Yuri Biagini funziona così: non offre una risposta, ma apre un percorso. Ogni opera contiene direzioni diverse, possibilità di lettura, punti in cui fermarsi e altri in cui perdersi.
Poi, proprio alla fine, compare un'ultima sorpresa.
Accanto alle opere dell'ultima serie appare la firma di Ipsopleto, Epiro, IV secolo a.C., un filosofo antico che in realtà non è mai esistito: è Yuri stesso ad averlo immaginato.
Un piccolo cortocircuito che chiude perfettamente il viaggio: anche l'autore, come la mappa, può essere una costruzione.
Alla fine non rimane una destinazione da raggiungere.
Rimane il viaggio.
E forse è proprio quando perdiamo le coordinate che iniziamo davvero a guardare.
MAPPE INVISIBILI
Mostra personale di Yuri Biagini26 settembre – 9 ottobre 2026
Roccart Gallery Via San Gallo 89R, FirenzeMartedì – Sabato, 10:00 – 18:30









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