Antonella Lambardi: la memoria come materia dell’immaginazione

La ricerca artistica di Antonella Lambardi si sviluppa in un territorio sospeso tra memoria, immaginazione e dimensione surreale. Le sue opere non raccontano una realtà precisa, ma costruiscono mondi possibili, nei quali immagini, parole, oggetti e simboli si incontrano dando vita a composizioni dense di riferimenti e suggestioni.

Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera, il percorso di Lambardi si è sviluppato attraverso una progressiva sperimentazione di tecniche e materiali. Pittura, collage e piccoli elementi tridimensionali entrano in dialogo sulla superficie dell’opera, costruita attraverso stratificazioni e accumuli. Frammenti differenti vengono così ricomposti in una nuova dimensione, dove ogni elemento sembra conservare una parte della propria storia.
Nelle opere di Antonella Lambardi convivono elementi apparentemente lontani: orologi, scale, carte da gioco, strumenti musicali, scritte, immagini e oggetti quotidiani. Il loro accostamento genera una narrazione aperta e spesso enigmatica, nella quale non esiste una sola chiave di lettura. La presenza della parola è particolarmente significativa: scritture, numeri e frammenti di testo non svolgono soltanto una funzione narrativa, ma diventano parte integrante della composizione, al pari di un’immagine o di un segno. Anche la musica entra nel suo universo attraverso note, spartiti e riferimenti agli strumenti musicali, ampliando la dimensione sensoriale delle opere.

Il risultato è un linguaggio personale, capace di muoversi tra il poetico e il surreale, tra il ricordo e l’immaginazione. Uno dei temi centrali della sua ricerca è il tempo, rappresentato anche attraverso la presenza ricorrente degli orologi, simboli del trascorrere delle esperienze e di ciò che la memoria continua a mantenere vivo.
Nelle sue opere, però, il ricordo non è qualcosa di immobile. Il passato viene continuamente trasformato: cambia forma, si mescola ad altre immagini, si sovrappone al presente e diventa qualcosa di nuovo. La memoria assume così una dimensione creativa, permettendo a esperienze, sensazioni e frammenti di riaffiorare attraverso l’opera e trovare una nuova possibilità di esistenza.
Anche il viaggio occupa un ruolo importante nel lavoro dell’artista. Le sue composizioni suggeriscono spesso spostamenti, attraversamenti e percorsi interiori. Le scale possono diventare metafore di un passaggio tra dimensioni diverse, tra ciò che conosciamo e ciò che immaginiamo. Il viaggio non è soltanto movimento verso un luogo, ma anche ricerca delle proprie radici e rapporto con i luoghi vissuti e con la propria storia. In questo senso, immaginazione e memoria diventano due dimensioni strettamente legate, entrambe capaci di attraversare il tempo e dare un nuovo significato alle esperienze.

All’interno di TRACCE, la ricerca di Antonella Lambardi trova una particolare sintonia con il tema della mostra. Le sue opere sono costruite proprio attraverso tracce: immagini sovrapposte, parole, segni, materiali e oggetti che testimoniano qualcosa che è accaduto e che continua a vivere sulla superficie dell’opera. Ogni frammento conserva una memoria, ma il suo significato cambia quando viene inserito in una nuova composizione. La traccia non è quindi soltanto ciò che rimane, ma anche ciò che può essere trasformato.
Nelle opere di Lambardi il passato non viene semplicemente ricordato, ma rielaborato attraverso l’immaginazione. Esperienze, luoghi, emozioni e suggestioni diventano così parte di un universo visivo personale, nel quale la realtà può continuamente assumere nuove forme. La sua pittura invita a osservare con attenzione, lasciandosi guidare dai dettagli e dalle associazioni: perché ogni frammento può essere l’inizio di una storia e ogni traccia può condurre verso un’altra dimensione.









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