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Intervista a Vito Spada | Roccart Gallery

Immagine del redattore: Fabio Rocca
Fabio Rocca
3 ore fa
Tempo di lettura: 6 min

Tra geometria, metallo e sperimentazione, Vito Spada racconta una ricerca in cui la precisione della meccanica incontra la libertà creativa, dando vita a opere tridimensionali che superano i confini tra pittura e scultura.


Vito Spada, opera di arte materica con elementi metallici e composizione geometrica tridimensionale.

La ricerca artistica di Vito Spada nasce dall'incontro tra una passione coltivata fin da giovane, una particolare sensibilità per la materia e una lunga esperienza professionale nel campo della meccanica. Da questo intreccio prende forma un linguaggio personale, nel quale elementi metallici, ingranaggi, resine, stucchi e superfici lavorate si trasformano in composizioni tridimensionali, sospese tra pittura e scultura.

Le sue opere, definite dallo stesso artista quadri-scultura, sculture murali o pitto-sculture, si distinguono per l'attenzione alla geometria, alla precisione tecnica e alla sperimentazione con materiali differenti. Rame, ottone, bronzo, acciaio e foglie metalliche dialogano con colori e texture, dando vita a strutture articolate nelle quali alcuni elementi possono persino muoversi, modificando la configurazione dell'opera.

Influenzato da artisti come Vasilij Kandinskij, Gustav Klimt e Paul Klee, Vito Spada sviluppa una ricerca che non si limita alla rappresentazione del visibile, ma cerca di esprimere, attraverso forme, materiali e accostamenti cromatici, una dimensione più personale e intuitiva.


Vito Spada, opera di arte materica con elementi metallici e composizione geometrica tridimensionale.


INTERVISTA A VITO SPADA:


Nelle tue opere geometria, materia e colore si incontrano dando vita a composizioni articolate. Come nasce il tuo percorso artistico e quando hai capito che questo linguaggio sarebbe diventato il tuo modo di esprimerti?

Essendo un autodidatta con la passione per l'arte sin da ragazzo, quando ho deciso di espormi al pubblico ho puntato su una ricerca personale. Ho messo insieme tre fattori: la mia passione artistica, la materia e l'esperienza professionale nel campo della meccanica, che mi permette di lavorare ogni tipo di metallo, dal bronzo all'ottone, fino al rame e all'acciaio, ma anche plastica, ingranaggi e cuscinetti.

Da qui nasce il desiderio di assemblare la materia, trattata artisticamente con colori, stucchi e resine, per dare sempre più struttura alle mie opere, che sono state definite quadri-scultura, sculture murali o pitto-sculture.


Nella tua ricerca la materia ha un ruolo centrale: le superfici, i rilievi e gli elementi assemblati contribuiscono a costruire l'identità delle opere. Che cosa ti spinge a sperimentare con materiali e texture differenti e quanto è importante per te la dimensione fisica dell'opera?

Per me la dimensione fisica dell'opera è fondamentale, soprattutto perché cerco di infondere a ogni lavoro una forte tridimensionalità. Non a caso uso pannelli di legno come base: mi permettono di ancorare saldamente tutti gli elementi materici.

Inoltre, l'uso di materiali diversi mi dà la possibilità di creare sistemi che ruotano, sia manualmente sia elettricamente, in alcuni dettagli, modificando di volta in volta la geometria e le dimensioni dell'opera stessa. Proprio per questo approccio, mi viene spesso riconosciuto il merito di aver portato una reale innovazione tecnica nel mondo dell'arte.


Le forme geometriche sono una presenza ricorrente nel tuo lavoro. Che cosa rappresentano per te e come riesci a conciliare il rigore della geometria con la libertà della sperimentazione artistica?

La geometria per me è sinonimo di precisione. Per questo, pur mantenendo una libertà espressiva, senza alcun vincolo di temi specifici o di tendenze del mercato, nelle mie opere il dettaglio e la precisione hanno un valore importante.


Il colore contribuisce a creare equilibri e contrasti tra le diverse componenti delle tue composizioni. Come scegli gli accostamenti cromatici e quale ruolo ha l'intuizione nel processo creativo?

Sono attratto dall'abbinamento dei colori e dal loro accostamento ai riflessi metallici, a partire dalle sfumature naturali dei metalli, come quelle dei ritagli di rame, fino all'utilizzo della foglia d'oro, d'argento e di rame.

L'intuizione nasce dal desiderio di utilizzare la materia in modo sempre nuovo, diversificando i vari componenti per creare forme inedite che mantengano coerente la mia tecnica espressiva.


C'è stato un artista o una corrente artistica che ha influenzato in modo particolare la tua ricerca? Se sì, quali aspetti di quel linguaggio senti più vicini alla tua sensibilità e in che modo li hai rielaborati per sviluppare una tua identità?

Nella mia ricerca artistica mi hanno colpito tre artisti: Kandinskij, per il suo astrattismo geometrico fatto di linee, cerchi e precisione d'esecuzione; Gustav Klimt, per l'utilizzo della foglia d'oro nelle sue opere; e infine Paul Klee.

Quest'ultimo, insieme a Kandinskij, è stato uno dei maggiori esponenti dell'astrattismo, ma ciò che mi ha maggiormente insegnato è la sua frase più famosa: «L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non lo è».

Questa frase mi ha aiutato molto a credere in quello che stavo realizzando, ovvero che l'arte non deve per forza rappresentare tutto ciò che c'è in natura, ma ha il compito importante di esprimere e trasferire sulle opere quello che l'artista sente nel proprio inconscio.


Quanto il tuo vissuto, le esperienze personali e il tuo modo di osservare il mondo hanno influenzato la tua ricerca artistica? Nelle tue opere c'è una dimensione autobiografica, anche quando non sono presenti soggetti immediatamente riconoscibili?

Come ho accennato prima, la mia esperienza professionale ha influenzato significativamente la mia ricerca artistica. Ho lavorato per diversi anni nella costruzione di componenti meccanici su macchine utensili, dove la precisione di realizzazione era fondamentale.

Come è facile immaginare, la maggior parte di questi elementi ha forme geometriche, come ingranaggi, alberi motore e pulegge. Grazie a questa esperienza ho avuto modo di acquisire doti come la precisione e l'attenzione ai dettagli, caratteristiche che sono sicuramente riconoscibili nelle mie opere.


Vito Spada, opera di arte materica con elementi metallici e composizione geometrica tridimensionale.

Quando lavori a una nuova opera, parti da un'idea precisa oppure lasci che siano i materiali, le forme e le loro interazioni a suggerirti la direzione da seguire? Ci racconti come si sviluppa il tuo processo creativo?

Quando realizzo opere di grandi dimensioni e struttura, definisco inizialmente un'impostazione di massima basata sui materiali scelti.

Man mano che il lavoro procede e gli elementi si integrano, la composizione evolve continuamente: i materiali vengono ruotati e invertiti fino a raggiungere l'equilibrio desiderato. A questo punto passo alla fase successiva, che prevede il trattamento dei materiali con colori, resine, smalti e foglie d'oro, di rame o d'argento.

Infine, affronto il momento più delicato: l'incollaggio e il posizionamento definitivo dei componenti, l'atto finale che dà vita a una nuova opera.


Le tue composizioni sembrano cercare un equilibrio tra ordine e libertà, tra struttura geometrica e varietà materica. Quanto è importante per te raggiungere questo equilibrio e cosa succede quando decidi di allontanarti da esso?

La mia ricerca si focalizza proprio su questo: raggiungere un equilibrio espressivo attraverso la materia, la geometria e i colori, dando libero sfogo alla mia creatività.

Sebbene a volte mi sia allontanato dalla mia tecnica abituale, mi sono reso conto di quanto sia difficile cambiare una volta consolidata la propria impronta stilistica.


La partecipazione a PRESENZE rappresenta un'occasione per mettere il tuo lavoro in dialogo con ricerche artistiche differenti. Che significato attribuisci a questo confronto e che cosa speri possa cogliere il pubblico osservando le tue opere all'interno della mostra?

Il confronto con altri artisti è sempre positivo in termini di conoscenze personali, ma soprattutto è importante prendere visione di quello che propongono. Questo serve a capire in che direzione l'arte stia andando e a valutare dove e come si possa collocare ciò che propongo nel contesto dell'arte contemporanea.

In tutte le mie mostre e partecipazioni noto che la maggior parte del pubblico rimane meravigliata osservando le mie opere, dichiarando di stupirsi di come elementi materici, anche comuni, possano dare vita a opere interessanti.

Per questo mi aspetto che avvenga la stessa cosa con il pubblico che visiterà la mostra PRESENZE. Se questo accadrà, per me sarà la cosa più gratificante.


Se immagini Vito Spada tra dieci anni, dove ti piacerebbe essere arrivato? Come vorresti che si evolvesse la tua ricerca e quale obiettivo artistico senti ancora di voler raggiungere?

In un contesto attuale di grande caos nel mondo dell'arte, soprattutto per quanto riguarda gli artisti emergenti, non riesco minimamente a immaginare dove potrei collocarmi nei prossimi dieci anni.

Posso solo dire che, dopo tanti anni di ricerca personale fatta di sacrifici fisici ed economici, continuerò a portare avanti il mio percorso artistico. Cercherò di migliorare sempre più la mia tecnica, con l'obiettivo di lasciare una piccola traccia dell'Arte Materica di Vito Spada nel panorama contemporaneo, nel periodo in cui mi è dato vivere.


Per chi ancora non conosce il tuo lavoro, perché dovrebbe scegliere di acquistare una tua opera e investire nel tuo percorso artistico? Che cosa rende la tua ricerca riconoscibile e quale valore pensi possa trovare una persona nel vivere quotidianamente a contatto con una tua opera?

Spesso i collezionisti acquistano opere di artisti già storicizzati o consolidati. Eppure, farsi attrarre da ciò che piace dovrebbe essere l'approccio più naturale.

Scegliere una mia opera significa abbracciare la diversità e accogliere un frammento di pura contemporaneità. Osservando la sua composizione materica, ci si sente tutt'uno con l'opera: un insieme di elementi quotidiani che ci accompagna, giorno dopo giorno, nel viaggio della vita.


 
 
 

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