Lu D’Aleo: la materia come memoria, la pittura come traccia

Ci sono percorsi artistici che nascono da una formazione precisa e altri che prendono forma lentamente, fino a trasformarsi in una necessità impossibile da ignorare. La ricerca di Lu D’Aleo appartiene a questa seconda dimensione.

Prima di dedicarsi alla pittura, l’artista ha lavorato per molti anni nella comunicazione internazionale presso la FAO, all’interno delle Nazioni Unite. Un’esperienza che l’ha portata a confrontarsi con realtà differenti, relazioni umane e contesti complessi, sviluppando uno sguardo attento sulle trasformazioni del mondo e sulle connessioni che lo attraversano.
È anche attraverso questo lungo percorso di osservazione e incontro che è maturata, progressivamente, la necessità di dipingere. La pittura diventa così uno spazio personale, ma anche uno strumento per osservare, elaborare e restituire ciò che accade intorno e dentro di sé.

Al centro della ricerca di Lu D’Aleo non c’è semplicemente il racconto autobiografico, ma quel momento più sottile in cui un’esperienza, anche quando sembra conclusa, continua a esistere assumendo una forma diversa.
Ogni incontro, ogni cambiamento, ogni perdita lascia qualcosa. Una traccia.
È proprio questa idea ad attraversare la sua pittura. Ciò che sembra scomparire non viene necessariamente cancellato, ma continua a vivere nella memoria e nella materia, modificandone la forma. Attraverso stratificazioni, incisioni e materiali differenti, l’artista costruisce superfici in continua trasformazione, nelle quali ogni intervento modifica quello precedente senza eliminarlo completamente.
Il gesto lascia così una presenza, una sedimentazione che entra a far parte dell’identità stessa dell’opera.
Mare, sale, miele, terra e sistemi stellari sono alcuni degli elementi che attraversano il suo lavoro. Non si tratta semplicemente di soggetti da rappresentare, ma di riferimenti attraverso i quali entrare in relazione con i processi della natura e con le energie che attraversano il mondo.

Il paesaggio può dissolversi e trasformarsi in materia, colore e ritmo. Il mondo naturale e quello umano non appaiono come dimensioni separate, ma come parti di una stessa trama, unite da un continuo processo di trasformazione.
Anche quando la sua ricerca affronta temi più complessi, come l’inquinamento, la rabbia o la fragilità della condizione umana, lo sguardo dell’artista non si ferma alla denuncia. L’interesse si concentra su ciò che, nonostante tutto, continua a resistere e a trasformarsi.
In questa tensione tra fragilità e cambiamento trova spazio anche la sua idea di bellezza: non qualcosa di immobile o idealizzato, ma una possibilità che può emergere anche dalla trasformazione.
La pittura di Lu D’Aleo nasce proprio in questo spazio di relazione, dove materia e memoria, gesto e trasformazione, individuo e mondo si incontrano.
Dipingere diventa così un modo per riconoscere le tracce lasciate dal tempo e dall’esperienza, ma anche per aggiungerne una nuova alla trama invisibile che lega ogni cosa.









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