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Manuela Marasco: il corpo come memoria, fragilità e trasformazione

Immagine del redattore: Fabio Rocca
Fabio Rocca
5 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Figure enigmatiche, anatomie deformate e atmosfere sospese: la ricerca di Manuela Marasco esplora le relazioni umane e le tracce che le esperienze lasciano sulla nostra identità.


Opera di Manuela Marasco, artista contemporanea, con figure anatomiche deformate e atmosfere surreali.
BANCHETTO CIECO

Nelle opere di Manuela Marasco, il corpo perde la propria dimensione ordinaria per diventare qualcosa di mutevole, fragile e talvolta inquietante. Le figure allungate, le proporzioni alterate e le posture innaturali costruiscono un universo visivo in cui l’essere umano sembra attraversato da forze invisibili, memorie e tensioni interiori. Non si tratta semplicemente di deformare la figura, ma di utilizzare la trasformazione anatomica come strumento espressivo, capace di rendere visibili aspetti dell’esperienza che difficilmente trovano una rappresentazione diretta.


Il corpo diventa così un luogo di stratificazione, nel quale si incontrano identità, relazioni e vulnerabilità. Le figure appaiono talvolta estranee a se stesse, sospese in una condizione ambigua tra presenza e assenza, umano e organico, realtà e immaginazione. In questa dimensione, anche un gesto o una postura possono suggerire una storia, lasciando allo spettatore la libertà di ricostruirne il significato.


Opera di Manuela Marasco, artista contemporanea, con figure anatomiche deformate e atmosfere surreali.
NELLA STANZA DI EVELINE

La ricerca di Manuela si sviluppa tra illustrazione, pittura e sperimentazione tessile. Dopo gli studi in Textile and Fashion Design presso IAAD a Torino, ha proseguito la propria formazione allo IUAV di Venezia, frequentando un master in Arti Visive e Moda. Questa formazione si riflette nell’attenzione dedicata agli abiti, alle superfici e al rapporto tra il corpo e ciò che lo avvolge. Nelle sue composizioni, l’abito non è soltanto un elemento decorativo, ma può diventare una seconda pelle, una struttura capace di proteggere, nascondere o rivelare qualcosa della figura.


Il segno minuzioso e la cura dei dettagli convivono con atmosfere cupe e surreali. In alcune opere, le figure emergono da fondi scuri, isolate in uno spazio essenziale; in altre, si inseriscono in ambienti domestici che sembrano custodire silenzi e inquietudini. La materia visiva contribuisce a creare un senso di sospensione, come se le scene appartenessero a un tempo indefinito, nel quale qualcosa è già accaduto o sta per accadere.


Al centro di questo immaginario si ritrovano temi come la cura, la dipendenza, la memoria, l’eredità emotiva e la vulnerabilità. Le relazioni non vengono raccontate attraverso una narrazione esplicita, ma prendono forma nei corpi, nelle distanze tra le figure e nelle loro posture. L’identità appare così come qualcosa che si costruisce anche attraverso il rapporto con gli altri, tra legami capaci di sostenere e condizionamenti che possono lasciare segni profondi.


Accanto alla pratica artistica, Manuela Marasco è impegnata in ambito sociale, nella comunicazione e nella conduzione di laboratori creativi rivolti anche a persone con fragilità psichiche. Un’attività che affianca il suo percorso artistico e pone al centro l’importanza dell’espressione e della relazione, dimensioni che trovano un’eco anche nella sua ricerca visiva.


Opera di Manuela Marasco, artista contemporanea, con figure anatomiche deformate e atmosfere surreali.
TI TENGO IO

La partecipazione alla mostra PRESENZE presso Roccart Gallery a Firenze offre l’occasione di entrare in contatto con questo universo artistico attraverso opere che interrogano il significato stesso della presenza. Essere presenti, nelle immagini di Manuela, non significa necessariamente mostrarsi in modo integro o riconoscibile, ma portare con sé le tracce delle esperienze vissute, delle relazioni e delle trasformazioni che ci attraversano.


Le sue figure, con l’anatomia insolita e la fragile espressività, invitano a guardare oltre l’apparenza e a riconoscere nel corpo non una forma definitiva, ma uno spazio in continua trasformazione. Un luogo in cui memoria, identità e relazione si intrecciano, lasciando emergere la complessità e le contraddizioni dell’esperienza umana.


 
 
 

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Roccart Gallery di Rocca Fabio P.I. 02269830515       I       via san gallo 89R, 50129, Firenze, IT

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