VERONICA MANTA: trasformazione e paesaggi interiori.
- Fabio Rocca

- 1 giorno fa
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Sguardo, trasformazione e paesaggi interiori
Il lavoro di Veronica Manta si sviluppa attorno a un concetto chiave che attraversa tutta la sua ricerca: la fine non come morte, ma come trasformazione, cambiamento, rinascita.
Nelle sue opere, elementi naturali, presenze animali, frammenti umani e occhi nascosti si fondono in composizioni dense e stratificate. Fiori, foglie, linee e forme si intrecciano creando paesaggi interiori che non raccontano una realtà oggettiva, ma uno spazio emotivo in continua evoluzione.
Lo sguardo è un elemento centrale. Spesso celato tra le pieghe dell’immagine, emerge come presenza silenziosa che osserva e interroga. Gli occhi nascosti all’interno delle sue composizioni suggeriscono livelli multipli di lettura, invitando chi guarda a spostare la propria prospettiva e a cercare ciò che non è immediatamente visibile.

Il linguaggio visivo di Veronica Manta si muove tra impulso e costruzione, tra caos apparente e ordine sottile. Inchiostro, pastello e colore si combinano in un equilibrio dinamico che ricorda, per affinità formali, alcune tensioni del primo Cubismo, le sperimentazioni del Futurismo e certe strutture percettive dell’astrazione novecentesca. Tuttavia, la sua rimane una voce personale, radicata nell’esperienza interiore.
Le opere non sussurrano: dichiarano. Espongono un universo intimo fatto di memoria, presente e possibilità future. Ogni lavoro è un atto di rigenerazione, un nuovo inizio che prende forma attraverso il gesto e il colore.

All’interno della mostra collettiva Punti di Vista alla Roccart Gallery, il lavoro di Veronica Manta si distingue per la capacità di trasformare la superficie in un territorio vivo, dove lo spettatore è chiamato non solo a guardare, ma a entrare in relazione con l’opera. La sua pittura diventa così uno spazio di attraversamento, in cui la visione non è mai unica o definitiva, ma aperta e in continua trasformazione.




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